Attività

Oltre al quotidiano servizio fraterno e all’impegno stabile nei vari ambiti di vita del monastero, i monaci a Praglia si occupano in alcune specifiche attività lavorative: nel Restauro del libro antico, nella Cosmetica “Apis Euganea”, nell’Erboristeria “Pratalea”, nell’apicoltura, nella coltivazione della vigna e nella cantina, nella pubblicazione di opere a carattere monastico e spirituale con la collana “Scritti Monastici”.

Foresteria

L’ospitalità benedettina è un’esperienza pienamente spirituale, umana e culturale: una piccola finestra sul chiostro della vita per contemplare il senso del cammino nell’orizzonte infinito della speranza, ascoltando il silenzio del cuore nella comunione della Parola.

Tutti gli ospiti che sopravvengono siano accolti come Cristo perché lui stesso dirà:

“Sono stato ospite e mi avete accolto”

 

S. Benedetto, seguendo la tradizione monastica dedica il cap 53 della sua Regola al tema dell’accoglienza degli ospiti; i monaci hanno fatto di questo capitolo un tratto caratteristico della loro vita. In passato l’ospitalità era rivolta in gran parte a poveri e pellegrini, ma oggi sembra avvertirsi maggiormente un bisogno di raccoglimento e di ricerca spirituale da parte dell’uomo moderno, per cui i monasteri sono diventati sempre più luoghi di accoglienza e di risposta verso queste esigenze.

La nostra ospitalità è solo di carattere spirituale, cioè accogliamo tutti coloro (uomini, donne, giovani, e sacerdoti) che intendono trascorrere presso il nostro monastero alcuni giorni di preghiera e di ritiro spirituale. Ad essi diamo la possibilità di condividere la nostra vita nella partecipazione al ritmo della giornata dei monaci fatto di preghiera, di lavoro, di studio, e di silenzio.

Per scouts e gruppi che si autogestiscono abbiamo una foresteria esterna con 18 posti letto, cucina e sala da pranzo. Anche se la disponibilità di locali è grande, tuttavia allo scopo di favorire fra gli ospiti un costante clima di raccoglimento, la nostra ospitalità rimane limitata.

Su richiesta, si organizzano corsi di esercizi per sacerdoti, religiosi e seminaristi.

Per informazioni, telefonare al n. 049.99.99.322 oppure 049.99.99.300 tutti i giorni 9.15-12.15 / 15,30-17.30 (escluso il giovedì pomeriggio) chiedendo del foresterario.

E-mail: foresteria@praglia.it

Biblioteca

Cenni storici

Non sappiamo praticamente nulla della biblioteca di Praglia nei primi tre secoli di vita del monastero. In ogni caso sembra che le dimensioni ridotte della comunità in epoca medievale, nonostante il cospicuo patrimonio fondiario da essa posseduto, non abbiano permesso che nel monastero si organizzasse un vero Scriptorium. Conosciamo pochi codici appartenuti all’armarium medievale del Monastero: si tratta generalmente di testi legati alle necessità di uso quotidiano della Comunità. Un aumento del patrimonio librario è attestato a partire dall’eredità dell’abate Antonio da Casale (1444) e soprattutto dopo l’ingresso di Praglia nella Congregazione di Santa Giustina (1448). Dispersa l’antica biblioteca con la soppressione napoleonica, essa fu ricostituita praticamente ex novo nel secolo XIX dalla Comunità, in grande penuria di mezzi, soprattutto grazie a donazioni; così a Praglia confluirono anche alcuni resti di biblioteche conventuali disperse di Padova e Venezia.

La seconda soppressione (1867) comportò un nuovo sequestro del patrimonio librario, che a partire dalla riapertura del monastero nel 1904 fu ancora una volta ricostituito dai monaci partendo da poche centinaia di volumi messi in salvo in tempo, con acquisti e ancora una volta con donazioni. L’intervento dello Stato, aggiunto allo sforzo della Comunità Monastica, ha reso possibile, tra l’altro, l’apertura al pubblico della biblioteca, un ulteriore arricchimento del patrimonio librario (che ha superato la cifra complessiva di 130.000 volumi) e l’espansione in nuovi spazi, soprattutto con l’adattamento a sala di consultazione (1954) dell’antica “Sala del fuoco comune”, posta al piano inferiore della biblioteca cinquecentesca. Successivamente è stato attrezzato a magazzino librario anche l’ambiente situato al pianterreno (un’antica “càneva”), inaugurato nel 2005. In tale occasione è stato possibile il recupero di un ambiente di passaggio in cui sono conservate interessanti tracce degli scomparsi edifici medievali.

Servizi al pubblico

Servizio di consultazione in sede, informazione bibliografica, prestito esterno, interbibliotecario e internazionale. Chiuso nelle grandi feste dell’anno, l’11 luglio (festa patronale), ed il mese di agosto. Durante l’annuale “Settimana per la Cultura” e durante le “Giornate europee del Patrimonio” il personale organizza visite guidate alla Sala Monumentale. Contatti e comunicazioni per il pubblico.

Cataloghi in linea Polo Universitario Veneto: nuove accessioni dal 1999 e recupero del pregresso in corso (compresi Periodici, Fondo Fracassini, Fondo Ebraico e opuscoli del Fondo Fogazzaro, alcune sezioni di consultazione). Interroga il catalogo della biblioteca di Praglia e quello di tutte le biblioteche del Polo SBN Padovano. Erasmo: base dati locale, con le nuove accessioni dal 1993 al 1999 e il materiale conservato nella sala monumentale (compresi i fondi Fogazzaro e De Besi – Storia locale). Cataloghi cartacei

  • Alfabetico per autore: tutto il posseduto fino al 2006 (integrato con le schede prodotte dai cataloghi informatici).
  • Alfabetico per soggetti
  • Cataloghi di fondi speciali (Rari, Periodici, Fondo Musicale).

I cataloghi a schede sono consultabili, ma non più aggiornati dal 31 dicembre 2006.

  • Catalogo dei manoscritti: Silvio Bernardinello, I manoscritti, in L’Abbazia di Santa Maria di Praglia, a cura di Callisto Carpanese, Francesco Trolese, Milano 1985, 222-229.

Restauro del libro

Il laboratorio di restauro

Il Laboratorio di restauro del libro è un’attività dell’Abbazia di Praglia; inaugurato il 24 settembre 1951, prosegue da allora la sua opera a favore di Enti Pubblici, Enti Ecclesiastici e Privati. L’anima dell’attività è scritta intrinsecamente nella tradizione benedettina: l’attenzione dei monaci amanuensi nel trasmettere il sapere continua oggi a Praglia in chi si dedica con passione all’affascinante arte del restauro del libro. Ingente e prezioso è il materiale passato tra le mani degli operatori: dall’Archivio si stima come si sia operato su un numero di pezzi che si avvicina a 25.000 senza contare piccoli interventi su documenti vari, di cui non si è conservata traccia scritta del loro transito in laboratorio. Manoscritti cartacei e membranacei, incunaboli, volumi a stampa di epoche successive, incisioni, mappe, disegni: dal codice membranaceo in onciale di Lattanzio (sec. VI-VII), alla più antica Carta Geografica d’Italia, a Bolle di Papi e di Imperatori, a Lettere con autografi illustri (Galileo Galilei, S. Gregorio Barbarigo, Alessandro Manzoni, Giuseppe Garibaldi, ecc.), fino … ai nostri giorni ad opere meno conosciute; tutto è stato trattato con attenzione unica: ogni documento è prezioso in se e per quello che vuole trasmettere.

Una menzione particolare va fatta, ad perpetuam rei memoriam, dell’opera di ricupero compiuta negli ultimi mesi del 1966 e nei primi del 1967, sui volumi e altro materiale danneggiato a Firenze per lo straripamento dell’Arno – 4 novembre 1966 – e contemporaneamente l’acqua alta a Venezia.Gli automezzi carichi di materiale alluvionato cominciarono ad arrivare nel pomeriggio del 9 novembre 1966 e continuarono il 10 e l’11. Da un calcolo approssimativo si contarono circa 1850 volumi da Firenze, in maggioranza di grande formato e molto altro materiale sciolto; tra i volumi e il resto furono recuperati circa 2500 pezzi. Da Venezia giunsero oltre 2000 volumi. Su tutto il materiale: fango, combustibile da riscaldamento e ogni genere di impurità caratteristica dei danni da evento di tale e tanta portata, causa eccezionale che ha accelerato non di poco il degrado e su cui si è dovuto intervenire tempestivamente.

Il restauro del materiale cartaceo, come e quando intervenire

Il restauro è l’intervento diretto, sia fisico sia chimico, sui materiali e sulle strutture del bene culturale da conservare allo scopo di rallentarne i processi di degrado e di consentirne il più a lungo possibile la fruizione. Bene culturale da tutelare è pure l’immenso patrimonio custodito in Archivi e Biblioteche (sia di Enti Pubblici sia di Privati), perché come ogni altro materiale organico la carta è soggetta a degrado: la natura stessa delle sostanze che la compongono ne determina ’invecchiamento naturale più o meno accelerato. Accentuano il degrado: le componenti delle mediazioni grafiche (inchiostri, colori, vernici, ecc), la polvere (notevolmente igroscopica), infezione da microrganismi (funghi e batteri), infestazioni (insetti e roditori), la luce sia naturale che artificiale, eventi eccezionali e da ultimo- ma non in fatto di danni arrecati – la non corretta manipolazione da parte dell’uomo. Si deve intervenire quando il bene culturale che dobbiamo tutelare è degradato e rischia di perdere la sua funzione di trasmettere informazioni.

Tel. 049 9999480 – Fax 049 9999311

E mail: restauro.libro@praglia.it

Centro convegni

Il Centro dispone di un’Aula Magna con una capienza di 200 posti attrezzata con impianto di amplificazione fisso e mobile e registrazione audio, schermi per proiezioni, cabine di regia e traduzione simultanea.

Altri due ambienti si prestano per incontri meno numerosi: l’Aula seminariale (35-40 posti), e l’aula degli affreschi (15 posti).

Altre sale e spazi vengono allestiti in base alle concrete esigenze dell’incontro, offrendo la possibilità di ospitare piccole mostre ed esposizioni.

Il Centro dispone inoltre di una sala ristorante e di una sala ristoro che si affacciano nel verde del parco. Quest’ultimo si presta bene per momenti di relax o per cocktail all’aperto.

Ref. Giacomo Pedron osb – Tel. 049.9999355 – Fax 049.9999356

E mail: centrocongressi@praglia.it

Prodotti dei monaci

Sulla base di documenti di archivio dell’antica spezieria del monastero, ricette sapientemente riformulate e rielaborate, i monaci di Praglia, nel loro laboratorio attrezzato, preparano creme e prodotti a base esclusivamente naturale, utilizzando erbe officinali e prodotti da alveare, continuando così un’antica tradizione.
Il miele ad alto potere nutriente ed emolliente, la cera, che svolge una azione protettiva della pelle, il polline, emoliente e rivitalizzante, la propoli, di cui è nota l’attività antisettica, doni dell’operosità e delle generosità delle api, che vengono dalle numerose arnie curate dagli stessi monaci, sono alla base delle formulazioni dei prodotti della linea Apis Euganea.
Dal solco della tradizione nella conoscenza delle piante officinali, saggiamente miscelate nelle tisane dell’Abbazia di Praglia nascono le capsule fitoterapiche.